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Infortuni sul lavoro

 in Formazione
a cura dell'Area Formazione dell'INCA Lombardia
raccoglie i materiali didattici

INCANOTIZIE
La rivista on line
dell'INCA - CGIL di Milano


Il lavoro che ammala
STORIE DI MALLATIE PROFESSIONALI
di
Giampiero Rossi

AREA WEB INCA LOMBARDIA

IN PRIMO PIANO


Certificazione di malattia

La normativa vigente, come si sa, impone l'invio telematico della certificazione medica in caso di malattia dei lavoratori dipendenti del settore pubblico e di quello privato; inoltre, stabilisce l'obbligo per la quasi totalità dei datori di lavoro di ricevere l'attestato di malattia non più in forma cartacea.

Nel settore privato, come in quello pubblico, nei casi di assenza per malattia superiori a dieci giorni, e comunque nei casi di eventi successivi al secondo nel corso dell'anno solare, vige l'obbligo di produrre idonea certificazione rilasciata unicamente dal medico del Ssn o con esso convenzionato, con esclusione delle assenze per malattia per l'espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche o diagnostiche per le quali la certificazione giustificativa può essere rilasciata anche da medico o struttura privata. Certificazione che, sino all'adeguamento del sistema di trasmissione telematica, potrà essere prodotta in forma cartacea.

Al lavoratore, dipendente pubblico o privato, resta il solo obbligo di comunicare al datore di lavoro, secondo le modalità stabilite dal contratto, l'assenza per malattia.

L'Inps, adesso, ha messo in campo un nuovo servizio per i lavoratori, che prevede l'invio di un sms al proprio cellulare o comunque su un numero telefonico preventivamente indicato con l'identificativo dell'attestato di malattia.

Tale servizio può essere attivato:
per i cittadini in possesso di PIN, selezionando la nuova funzionalità introdotta nel menu della consultazione dei certificati di malattia; inoltrando richiesta tramite posta certificata rilasciata in base alle norme del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 maggio 2009 (www.postacertificata.gov.it).

La richiesta deve essere inoltrata all’indirizzo di Posta Certificata di una struttura territoriale Inps indicando i propri dati anagrafici completi di codice fiscale e del numero telefonico.

Pagamento in contanti per le prestazioni a sostegno del reddito
Accordo dell'INPS con Poste Italiane

Le disposizioni introdotte dalla Legge n. 214/2011 (Salva-Italia) hanno stabilito che a partire dal 7 marzo 2012 sarà ridotta a 1.000 euro (netti) la soglia fino alla quale è ancora possibile per le amministrazioni pubbliche e per gli enti previdenziali il pagamento in contanti.

Per la corresponsione di stipendi, pensioni o compensi di altra natura superiori a mille euro, la norma prevede inoltre che le pubbliche amministrazioni debbano utilizzare strumenti di pagamento elettronici, disponibili presso il sistema bancario o postale (accredito in conto corrente, libretto postale o su carta ricaricabile).
Nel mese di gennaio, l’Inps ha inviato una lettera ai titolari di pensioni con importo complessivamente superiore al limite fissato, invitando i pensionati a comunicare entro il mese di febbraio la modalità di pagamento preferita, alternativa alla riscossione in contanti allo sportello, scegliendo tra l’accredito in conto corrente, sul libretto postale o su carta ricaricabile.
Il divieto stabilito dalla norma interessa non solo i trattamenti pensionistici, ma anche tutte le prestazioni a sostegno del reddito, come l’indennità di disoccupazione, la mobilità, la cassa integrazione e i pagamenti diretti a vario titolo come l’indennità di maternità, di malattia, l’assegno al nucleo familiare, le indennità una tantum ecc..

Nel caso di superamento del limite dei mille euro (che generalmente si verifica in caso di pagamenti mensili o “una tantum” per eventuali arretrati o altre prestazioni accessorie), è necessario che gli interessati comunichino alla propria sede Inps di competenza le coordinate (codice IBAN) necessarie per l’accredito in conto corrente bancario o postale, libretto postale o carte prepagate.
L’Istituto previdenziale al fine di consentire, dopo il 6 marzo, la regolarità dei pagamenti anche nei confronti di soggetti che non abbiano provveduto a modificare la modalità di pagamento, ha concordato con Poste Italiane una procedura che consentirà al beneficiario della prestazione che si recherà allo sportello dell Poste, di aprire contestualmente un libretto postale.Successivamente sarà cura dell'ufficio PT di comunicare all'Inps le coordinate del nuovo libretto postale.
L'accordo con Poste italiane ha anche previsto che il direttore della sede INPS possa autorizzare il pagamento per delega. Se tuttavia risultano all'ordine pagamenti superiori a 1.000 euro la delega non è sufficiente: occorre una procura notarile, rilasciata per l'Italia da un notaio e per l'estero dal consolato, con l'esplicito mandato ad aprire il rapporto con Poste. In caso di minori o interdetti occorre un provvedimento del giudice.


COMUNICATO STAMPA INCA CGIL

Sull'informatizzazione delle procedure, i patronati vogliono essere partner e non sudditi dell'Inps.
“L'Inps arriva con ritardo ad apprezzare appieno i benefici dell'informatica e per recuperare il tempo perso, cerca di imporre ai cittadini, “a tappe forzate”, procedure telematiche per l'inoltro delle domande che stanno producendo disagi notevoli ai cittadini e al patronato, anche perché si bloccano di continuo. Quando il sistema informatico non funziona – accusa l'Inca - l'Istituto si rifiuta di accettare la documentazione cartacea , con il risultato che l'invio è ritardato e l'esito incerto”.
Secondo il patronato della Cgil, “l'Inps non considera il fatto che il 50 per cento degli italiani non è in grado di utilizzare autonomamente il computer, così come dimostrano i risultati dell'indagine pubblicati oggi sui principali quotidiani. [...]

Le permanenze INCA negli ospedali
Il Patronato INCA CGIL Lombardia all' interno degli ospedali di Varese, Brescia, Milano, Bergamo Crema . Filmato sulla Web Tv della CGIL Lombardia...    segue >



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