|
|
|
IN PRIMO PIANO |
|
|
 |
|
Certificazione di
malattia
La normativa vigente, come si sa, impone l'invio telematico della
certificazione medica in caso di malattia dei lavoratori dipendenti
del settore pubblico e di quello privato; inoltre, stabilisce
l'obbligo per la quasi totalità dei datori di lavoro di ricevere
l'attestato di malattia non più in forma cartacea.
Nel settore privato, come in quello pubblico, nei casi di assenza
per malattia superiori a dieci giorni, e comunque nei casi di eventi
successivi al secondo nel corso dell'anno solare, vige l'obbligo di
produrre idonea certificazione rilasciata unicamente dal medico del
Ssn o con esso convenzionato, con esclusione delle assenze per
malattia per l'espletamento di visite, terapie, prestazioni
specialistiche o diagnostiche per le quali la certificazione
giustificativa può essere rilasciata anche da medico o struttura
privata. Certificazione che, sino all'adeguamento del sistema di
trasmissione telematica, potrà essere prodotta in forma cartacea.
Al lavoratore, dipendente pubblico o privato, resta il solo obbligo
di comunicare al datore di lavoro, secondo le modalità stabilite dal
contratto, l'assenza per malattia.
L'Inps, adesso, ha messo in campo un nuovo servizio per i
lavoratori, che prevede l'invio di un sms al proprio cellulare o
comunque su un numero telefonico preventivamente indicato con
l'identificativo dell'attestato di malattia.
Tale servizio può essere attivato:
per i cittadini in possesso di PIN, selezionando la nuova
funzionalità introdotta nel menu della consultazione dei certificati
di malattia; inoltrando richiesta tramite posta certificata
rilasciata in base alle norme del Decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 6 maggio 2009
(www.postacertificata.gov.it).
La richiesta deve essere inoltrata all’indirizzo di Posta
Certificata di una struttura territoriale Inps indicando i propri
dati anagrafici completi di codice fiscale e del numero telefonico. |
|
|
Pagamento in contanti per le prestazioni a sostegno del reddito
Accordo dell'INPS con Poste Italiane
Le disposizioni introdotte dalla Legge n. 214/2011 (Salva-Italia)
hanno stabilito che a partire dal 7 marzo 2012 sarà ridotta a 1.000
euro (netti) la soglia fino alla quale è ancora possibile per le
amministrazioni pubbliche e per gli enti previdenziali il pagamento
in contanti.
Per la corresponsione di stipendi, pensioni o compensi di altra
natura superiori a mille euro, la norma prevede inoltre che le
pubbliche amministrazioni debbano utilizzare strumenti di pagamento
elettronici, disponibili presso il sistema bancario o postale
(accredito in conto corrente, libretto postale o su carta
ricaricabile).
Nel mese di gennaio, l’Inps ha inviato una lettera ai titolari di
pensioni con importo complessivamente superiore al limite fissato,
invitando i pensionati a comunicare entro il mese di febbraio la
modalità di pagamento preferita, alternativa alla riscossione in
contanti allo sportello, scegliendo tra l’accredito in conto
corrente, sul libretto postale o su carta ricaricabile.
Il divieto stabilito dalla norma interessa non solo i trattamenti
pensionistici, ma anche tutte le prestazioni a sostegno del reddito,
come l’indennità di disoccupazione, la mobilità, la cassa
integrazione e i pagamenti diretti a vario titolo come l’indennità
di maternità, di malattia, l’assegno al nucleo familiare, le
indennità una tantum ecc..
Nel caso di superamento del limite dei mille euro (che generalmente
si verifica in caso di pagamenti mensili o “una tantum” per
eventuali arretrati o altre prestazioni accessorie), è necessario
che gli interessati comunichino alla propria sede Inps di competenza
le coordinate (codice IBAN) necessarie per l’accredito in conto
corrente bancario o postale, libretto postale o carte prepagate.
L’Istituto previdenziale al fine di consentire, dopo il 6 marzo, la
regolarità dei pagamenti anche nei confronti di soggetti che non
abbiano provveduto a modificare la modalità di pagamento, ha
concordato con Poste Italiane una procedura che consentirà al
beneficiario della prestazione che si recherà allo sportello dell
Poste, di aprire contestualmente un libretto postale.Successivamente
sarà cura dell'ufficio PT di comunicare all'Inps le coordinate del
nuovo libretto postale.
L'accordo con Poste italiane ha anche previsto che il direttore
della sede INPS possa autorizzare il pagamento per delega. Se
tuttavia risultano all'ordine pagamenti superiori a 1.000 euro la
delega non è sufficiente: occorre una procura notarile, rilasciata
per l'Italia da un notaio e per l'estero dal consolato, con
l'esplicito mandato ad aprire il rapporto con Poste. In caso di
minori o interdetti occorre un provvedimento del giudice. |
|
COMUNICATO STAMPA INCA CGIL
Sull'informatizzazione delle procedure, i patronati vogliono essere
partner e non sudditi dell'Inps.
“L'Inps arriva con ritardo ad apprezzare appieno i benefici
dell'informatica e per recuperare il tempo perso, cerca di imporre
ai cittadini, “a tappe forzate”, procedure telematiche per l'inoltro
delle domande che stanno producendo disagi notevoli ai cittadini e
al patronato, anche perché si bloccano di continuo. Quando il
sistema informatico non funziona – accusa l'Inca - l'Istituto si
rifiuta di accettare la documentazione cartacea , con il risultato
che l'invio è ritardato e l'esito incerto”.
Secondo il patronato della Cgil, “l'Inps non considera il fatto che
il 50 per cento degli italiani non è in grado di utilizzare
autonomamente il computer, così come dimostrano i risultati
dell'indagine pubblicati oggi sui principali quotidiani.
[...] |
|
Le permanenze INCA negli ospedali
Il Patronato INCA CGIL Lombardia all' interno degli ospedali di
Varese, Brescia, Milano, Bergamo Crema . Filmato sulla Web Tv della
CGIL Lombardia... segue > |
|
|
|
|
|
 |
|
|

Per saperne di più
|
|
|
|