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Pensioni: Cgil, salvaguardare autonomia Fondi negoziali

I Fondi pensione negoziali, cioè quelli nati per via contrattuale, hanno tenuto bene per rendimenti ed adesioni, nonostante il peso della crisi che ne limita la crescita e moltiplica le posizioni silenti". Ad affermarlo in una nota è Vera Lamonica della Cgil Nazionale in merito a quanto emerso ieri nella Relazione della Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, sottolineando la necessità di "salvaguardarne l'autonomia".
L'esperienza dei Fondi negoziali, unica in Europa, rileva la sindacalista, "si segnala anche per i bassi costi di gestione, confermando la loro profonda differenza con le altre tipologie di Fondi, in particolare i Pip. E' essenziale, anche per questo, salvaguardarne l'autonomia con un sistema di vigilanza che garantisca una regolazione libera da conflitti di interessi, come sarebbe in un sistema dove controllori e controllati sarebbero espressione dello stesso organismo".
Bene quindi, prosegue la dirigente sindacale, "che il ministro Poletti abbia detto che è necessaria una riflessione, che auspichiamo porti ad abbandonare l'idea di far confluire in Bankitalia le funzioni ora svolte da Covip. La previdenza complementare di derivazione contrattuale è una opportunità per i lavoratori, anche perché l'accumulo è effettuato con il contributo del datore di lavoro. Si tratta ora di rilanciarla, con iniziative istituzionali adeguate che abbiano l'obiettivo anche di estenderla a chi oggi ne è privo e di equiparare pienamente pubblici e privati". Il ministro conclude Lamonica, "ha posto il tema di una maggiore flessibilità. Bene che si chieda al sistema complementare, ma è necessario che una effettiva flessibilizzazione dei pensionamenti il governo la ponga all'ordine del giorno per il sistema previdenziale pubblico".
Favorevole alla funzione di controllo svolto dalla Covip anche l'on.le Damiano, presidente della Commissione lavoro della Camera, che dice: ''La Covip deve continuare a svolgere la sua funzione di controllo e monitoraggio sulla previdenza complementare. Le risorse accantonate con la previdenza privata hanno ormai assunto un livello rilevante, anche se l'Italia è ancora indietro rispetto ad altri paesi europei industrialmente avanzati''.
''Non bisogna mai dimenticare - prosegue Damiano - che le risorse versate a questi fondi appartengono ai lavoratori e che la loro finalità è quella di aggiungere alla pensione pubblica un assegno complementare. Evitiamo di scostarci da questo obiettivo primario, che è stato pensato soprattutto per le giovani generazioni con la finalità di poter disporre di una pensione complessivamente dignitosa. Il Governo dovrebbe promuovere una grande campagna di adesione soprattutto tra i giovani e, contemporaneamente, rendere obbligatorio il versamento della quota di previdenza privata spettante alle aziende, stimolando in questo modo l'adesione dei lavoratori, che va comunque tenuta facoltativa''.
''L'utilizzo anticipato di una quota di queste risorse risparmiate dai lavoratori è già oggi possibile in alcuni casi: ad esempio per l'acquisto della prima casa o per particolari spese mediche. Queste norme possono essere rese maggiormente elastiche tenuto conto dell'attuale momento di crisi e delle necessità delle famiglie'', conclude  Damiano.