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L'Inps non ignori le regole europee

Ignorando l’ultimo regolamento europeo, l’Inps di Napoli ha rifiutato la pensione a un figlio minorenne superstite di un lavoratore che aveva periodi di contribuzione sia nel nostro paese che nel Regno Unito, perché non residente in Italia. Solo dopo la segnalazione dell’Inca nazionale, l’Istituto ha rivisto la propria decisione riconoscendo il diritto a pensione.
Resta il fatto che nel luglio scorso l’istituto previdenziale, cioè oltre quattro anni dopo le modifiche del maggio 2010 introdotte con il nuovo Regolamento comunitario di sicurezza sociale n.883/2004, ha omesso di applicare le nuove normative europee che estendono anche agli orfani la regola generale secondo la quale ogni paese comunitario nel quale si lavora e si versano i contributi è tenuto a pagare la propria quota parte di pensione sulla base dell’anzianità contributiva maturata individualmente da ciascun lavoratore. Il principio è tante pensioni quante sono le posizioni assicurative accumulate. Prima delle modifiche e fino al ‘99, agli orfani veniva liquidata un’unica prestazione dall’ente previdenziale del paese di residenza. Successivamente, però, la deroga è stata cancellata ed è rimasta vigente soltanto in alcuni Stati membri, quali Belgio, Danimarca, Francia, Regno Unito e Irlanda. Ed è sulla base di questa distinzione che l’Inps ha provveduto a rigettare, in un primo momento, la richiesta di pensione.
Il regolamento comunitario n. 883/ 2004 ha tuttavia di fatto cancellato ogni eccezione mettendo gli orfani sullo stesso piano rispetto agli altri soggetti, così come era già accaduto negli altri Stati membri. Pertanto l’Inps ha dovuto riconoscere la quota di pensione di reversibilità, sulla base dei periodi assicurativi italiani maturati dal genitore defunto, anche se ad essere interessato è il Regno Unito. Per l’Inca, si è trattato di un errore grave che se reiterato rischia di colpire altre persone in analoghe situazioni.
L’auspicio è che la recente ricostituzione della Direzione centrale delle Convenzioni internazionali e comunitarie dell’Inps accolga l’invito del patronato della Cgil a emanare una circolare esplicativa valida per tutti i casi analoghi per evitare che in futuro possa essere messo in discussione il diritto alla pensione di questi soggetti deboli, quali sono gli orfani.

Rosella Misci, Inca Cgil nazionale

26/01/2015