logo
Sicurezza sul lavoro: ... ma il numero delle tragedie rimane invariato

“Se ne parla diffusamente, soprattutto quando l’emergenza passa per la cronaca di una morte spesso annunciata. Ma poi il sipario cala sulla tragedia e l’emergenza sicurezza sul lavoro viene quasi archiviata, quasi non fosse una priorità per il nostro Paese. Purtroppo, invece, i numeri dei decessi che si verificano in Italia sono una quotidiana testimonianza di un problema che chiede concretamente delle risposte per non creare un binomio orribile e ricorrente tra lavoro e morte”.
L'Osservatorio sulla Sicurezza Sul Lavoro di Vega Engineering introduce così l’ultima indagine sulle morti bianche in ambiente di lavoro ordinario verificatesi tra gennaio e febbraio e nella quale i decessi rilevati sono stati 50. Identico tragico bilancio dello scorso anno.
A contare il maggior numero di vittime a gennaio 2014 è il Lazio (8 infortuni mortali); seguito da: Sicilia (6), Toscana ed Emilia Romagna (4), Campania, Piemonte, Veneto e Lombardia (3). Due le vittime in Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia. Un incidente mortale in Valle D’Aosta, in Umbria, in Calabria e in Sardegna. Basilicata e Molise invece non fanno registrare alcun incidente in ambiente ordinario almeno fino alla fine di febbraio.
Il 24 per cento degli incidenti si è verificato nel settore agricolo, il 20 per cento nelle costruzioni, il 12 per cento nel settore dei trasporti, magazzinaggi e comunicazioni, il 10 per cento nella produzione e distribuzione/manutenzione di energia elettrica, gas, acqua.
La prima causa di morte è la caduta dall’alto (34 per cento dei casi del primo bimestre 2014, seguita alla pari dal ribaltamento di un mezzo/veicolo in movimento e dallo schiacciamento (16 per cento).
Altra geografia dell’emergenza invece emerge sulla base delle incidenze della mortalità rispetto alla popolazione lavorativa. E la maglia nera va alla Valle D’Aosta (con un indice di incidenza pari a 17,8 contro una media nazionale di 2,2).