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L.STABILITÀ: INCA LOMBARDIA, AFFOSSA PREVIDENZA COMPLEMENTARE E PATRONATI
   

"La legge di stabilità 2015 consegnata ieri dal governo Renzi alla Camera dei Deputati per l'avvio dell'iter di approvazione, compromette le prospettive della previdenza complementare". A dirlo è il coordinatore del Patronato Inca Lombardia, Mauro Paris.

"L'articolo 6 sul Tfr in busta paga, consente al lavoratore di distrarre fino al giugno 2018 anche la quota di Tfr destinata al fondo di previdenza complementare. Nel nome d'una presunta libertà economica individuale - prosegue Paris - e della necessità di rilanciare i consumi, in realtà il lavoratore paga un prezzo altissimo sotto il profilo fiscale e previdenziale. Se a questo si aggiungono l'aumento dell'aliquota fiscale dall'11,5 al 20% sui rendimenti dei fondi, retroattiva al gennaio 2014, e i progetti governativi di chiusura della Covip, diventa facile ipotizzare una caduta verticale del sistema di previdenza complementare, già in affanno per via degli oltre 1 milione e 400mila iscritti che dall'inizio della crisi hanno interrotto i versamenti, silenziando la propria posizione. Solo a maggio scorso a questo proposito il Ministro Poletti aveva dichiarato "stiamo progettando modalità per rendere l'adesione dei lavoratori più appetibile".

Drammatico anche il taglio ai nostri servizi; quello dei patronati era rimasto uno degli ultimi presidi di welfare universale completamente gratuito, unico soccorso alle persone nei confronti di un sistema di diritti spesso bizantino, e anticiclico rispetto al continuo ridimensionamento degli enti di previdenza, grazie al diffuso presidio territoriale e a servizi spesso di altissima qualità e accoglienza.

A fronte di un fondo la cui consistenza supera di poco i 400 milioni annui, si calcola che il risparmio per gli enti di previdenza in termini di razionalizzazione delle attività e semplificazione dei servizi supera i 630 milioni, cui si aggiungono i risparmi derivanti del sistema delle Prefetture e delle questure, per cui i patronati raccolgono e istruiscono grandissima parte delle pratiche inerenti il diritto di soggiorno dei migranti.

"Nel 2013 Inca, il patronato della Cgil, in Lombardia ha ottenuto da Inps e Inail a favore di cittadini lombardi oltre 400mila prestazioni tra previdenza, sostegno al reddito, ammortizzatori sociali, servizi ai migranti, tutela dei danni alla salute. La consistenza del taglio, conclude il Direttore di Inca Cgil Lombardia,  è tale da compromettere la sussistenza stessa del sistema; il Governo taglia ma non spiega quali sarebbero le soluzioni alternative, le risposte dobbiamo aspettarcele dalla Leopolda?".